Roberto Balducci chi è: età, vita privata, carriera, tecnica

Roberto Balducci, è un figlio d’arte, il quale è stato indicato come esaltante promessa italiana. Già dai suoi esordi si è affiancato al

al neorealismo ed ha affrontato un percorso pittorico che lo ha portato sicuramente a trovare una personale forma di espressione.

La sua pittura è molto emozionante e i suoi colori sono una forma di comunicazione, lasciando trasparire sulle sue tele, uno sguardo più approfondito sui personaggi.

La peculiarità della pittura di Balducci risiede nella sua capacità di creare una sensazione di matericità che sembra emergere direttamente dalla tela. L’uso dell’affresco e dei colori sovrapposti invoglia lo spettatore ad esplorare il dipinto con le proprie mani, per cogliere un gioco di forme e spessori che l’occhio umano percepisce in modo quasi ingannevole.

Chi è Roberto Balducci

Roberto Balducci è nato a Bari nel 1960, è figlio d’arte, grazie al padre Franco, il quale era un noto pittore. È un autodidatta, incominciando a dipingere copiando fotografie con paesaggi e realizzando anche di fantasia animali preistorici.

Ha poi frequentato altri artisti in modo tale da migliorare la sua tecnica, osservando altri pittori all’opera. Ha poi avuto suo figlio Stefano ed ha abbandonato la pittura per circa 3 anni, per poi tornare a dipingere dato che il richiamo per la pittura era troppo forte per lui da poter resistere.

Tematiche e tecniche

Balducci ama ritrarre le chiese e gli scorsi. La sua pittura ricorda molto l’impressionismo grazie ai suoi giochi di chiaro e scuro. Per quanto riguarda la tecnica, utilizza nelle sue opere i lembi di carta artistica e fili di canapa sa applicare su qualsiasi materiale in modo tale da rendere tutto il lavoro più interessante intrigante e originale. Utilizza ultimamente anche il bitume così da rendere l’opera monocromatica dato che va ad agire di più sui chiari e scuri bruni. Inoltre, utilizza anche delle linee verticali di colore bianco in modo tale da reale dissolvenza. Per fare ciò, utilizza la parola, così da ispirarsi alla Sacra Sindone e raccontare un tempo passato ma anche presente ai giorni nostri. Per finire utilizza anche dei tagli che simboleggiano piegature del tempo in chiave moderna e questa tecnica è conosciuta anche come Sindonismo.

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