Dichiarazione IVA integrativa: termini e condizioni

Nel caso in cui il contribuente abbia inviato la dichiarazione entro i termini previsti, è sempre possibile inviare una successiva dichiarazione integrativa correttiva. La dichiarazione IVA integrativa può essere presentata solo se la dichiarazione IVA ordinaria è stata inviata entro la scadenza del 30 aprile 2024 che viene considerata omessa una volta trascorsi 90 giorni dalla scadenza.

Alla luce di quanto detto, per recuperare il credito IVA emerso nella dichiarazione, è evidente che il contribuente deve sempre inviare la dichiarazione IVA entro i termini stabiliti, anche se incompleta o priva del visto di conformità iva . In questo modo, è sempre possibile un secondo invio del dichiarativo con l’apposizione del visto, così da poter utilizzare in compensazione il credito IVA emergente.

Casistiche pratiche di presentazione della dichiarazione integrativa IVA

Nella pratica, la necessità di modificare il modello IVA precedentemente inviato nei termini può verificarsi, ad esempio, per i seguenti motivi:
– Modifica dell’utilizzo del credito IVA: ad esempio, qualora si decida di modificare la scelta già effettuata circa il rimborso a detrazione/compensazione, purché il rimborso non sia ancora stato effettuato.
– Apposizione del visto di conformità e dichiarazione sostitutiva di atto notorio: ex art. 38-bis, co. 3 del DPR n. 633/72, qualora mancanti nella dichiarazione originaria.
– Esercizio del diritto alla detrazione dell’IVA: su fatture di acquisto e dichiarazioni doganali ricevute nell’anno di riferimento e non incluse nella dichiarazione per errore (Circolare n. 1/E/18).
– Effettuazione di versamenti di IVA periodica con ravvedimento operoso: ai sensi dell’art. 13 del D.Lgs. n. 472/97, dopo la scadenza della dichiarazione ordinaria. Tali versamenti devono essere indicati nel rigo VL30, col. 3 della dichiarazione IVA dell’anno a cui si riferiscono.
Nei primi due casi, non sono previste sanzioni poiché non si tratta di errori o violazioni del contribuente.

La gestione del maggior credito IVA

Il maggiore credito IVA derivante dalla presentazione dell’integrativa può essere:
– Detratto in sede di liquidazione periodica.
– Utilizzato in compensazione.
– Richiesto a rimborso.

Tuttavia, il maggiore credito può essere rimborsato o utilizzato in compensazione solo per importi a debito derivanti dal periodo di imposta successivo rispetto a quello in cui è stata presentata la dichiarazione IVA originaria. Il limite temporale per la compensazione non può essere superato tramite l’integrazione “a catena” di tutte le dichiarazioni, a partire da quella in cui è stato commesso l’errore fino all’ultima utile.

Termine di presentazione della dichiarazione IVA integrativa

Il termine per la presentazione della dichiarazione IVA per l’anno in corso è il 30 aprile, con riferimento ai dati dell’anno precedente. Il modello deve essere presentato telematicamente da un professionista abilitato o società di servizi professionali entro questa scadenza e contiene i dati degli acquisti e delle vendite effettuate, con la determinazione del credito o del debito IVA annuale.

Le scadenze per evitare l’omissione della dichiarazione iva sono:
• Entro il 30 aprile 2024, senza applicazione di sanzioni;
• Entro 90 giorno dalla scadenza del termine ordinario di presentazione della dichiarazione IVA, ovvero entro il 29 luglio 2024.

Una volta presentato il modello IVA nei termini, il contribuente può presentare una dichiarazione integrativa. Questa possibilità, legata alla correzione autonoma di errori, integrazione o modifica di dati, deve essere esercitata entro i termini per la decadenza del potere di accertamento, ovvero entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione, come previsto dall’art. 57 del DPR n. 633/72. Pertanto, per la dichiarazione IVA 2024 (dati 2023), il termine per la presentazione della dichiarazione integrativa è il 31 dicembre 2029, salvo che non sia già intervenuto un accertamento da parte dell’Amministrazione Finanziaria.

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